
Telescopio Apocromatico Takahashi SKY 90 II
a cura di Christian Cammoranesi

Doppietto apocromatico alla fluorite Top, 90mm e 500mm di focale con lenti spaziate in aria e distanziate da ben 13mm!
Ci si trova di fronte ad un vero e proprio capolavoro di meccanica ed ottica al primo contatto.
Il tubo ha una compattezza disarmante, è lungo 36 cm, pesantissimo e costruito a regola d’arte.Il paraluce a differenza della serie Fs è retrattile tramite una piccola vite di blocco e si allunga di 8 centimetri evitando ogni eventuale riflesso parassita o condensa, il focheggiatore “gigante” (in relazione al telescopio) da 2.5” garantisce una fluidità eccezionale, è frizionabile e regolabile tramite alcune brugole praticamente invisibili, le manopoline sono in alluminio (come nei modelli di diametro superiore, per inciso l’FS 78 le ha in plastica nonostante il colore metallico faccia supporre il contrario) il che trasmette un senso di cura e di grande impatto visivo. Lo stesso paraluce permette di essere svitato per accedere alle lenti, fatta questa operazione (necessaria solo per la collimazione) si può osservare in tutta la sua bellezza l’obiettivo dotato di un intenso trattamento antiriflesso verde e una trasparenza da favola. Estraendo la parte più lunga del “dew Cap” si accede alla preziosissima cella realizzata “alla giapponese” dove è custodito il doppietto fluorite, sono presenti a lato ben 3 viti di collimazione ogni 120 gradi, il chè vuol dire 9 viti per raggiungere in caso di disassamento la collimazione ideale. Acquistato negli States, questo Sky II è giunto in Italia scollimato, ero pronto a quest’ipotesi visto il gran polverone sollevato nei vari forum internazionali sui problemi relativi alla conservazione della collimazione in questo particolare modello dopo sballottamenti importanti, pertanto ho dovuto impiegare un paio d’ore per riportarlo all’antico splendore di fabbrica. L’operazione non è stata semplicissima, ma è riuscita per il meglio visto l’esito dello star test. del resto sono anche i piccoli imprevisti che rendono viva e mai monotona la nostra passione.
La culla reggitubo, Magnificamente realizzata (nulla a che vedere con la produzione Pentax) è la stessa del modello Fs 78, il portaoculari è da 2” e sono presenti i classici tubi di prolunga.
Il rapporto focale è spintissimo per un doppietto, F 5.5 e spicci non ridotto, F 4,5 con riduttore spianatore.
Il peso del piccolo tubo come accennato la dice molto lunga sull’utilizzo di materiali di alta qualità, la sola OTA fa circa 3.4kg che diventano semplicemente 5/6 con accessori da 2”, culla, cercatore, e zoccolo a coda di rondine.
In ogni caso la compattezza estrema lo rende compatibile con ogni montatura ed idoneo all’utilizzo su treppiedi fotografici purché solidi.
Star test:
Dopo la collimazione nulla da eccepire, un risultato da vero primato. Le immagini stellari sono perfette e regolari,solo ad alti ingrandimenti sia in intra che extra focale compaiono delle leggere tracce di colore, verdino in extra e rosato in intra, stiamo parlando di valori del tutto normali ed accettabilissimi già in un F8 (figuriamoci in un F 5.5) praticamente ininfluenti nell’uso visuale e fotografico.
In focus le stelle sono piccolissime e quasi del tutto neutre, solo dopo i 400x il cromatismo diviene evidente ma l’immagine non rompe e sulla Luna si riescono a tirar fuori anche 600x in date circostanze.
Davvero impressionante!
Osservazioni visuali e Deep Sky:
In visuale c’è poco da dire, bisogna guardarci e basta.
Non posso e non trovo le parole per descrivere la via lattea con 5 gradi di campo ed oculari ultra grandangolari dall’alta montagna, si vede la nord america per intero, il velo del cigno è tutto nell’oculare, gli ammassi globulari (per lo meno i più luminosi) tirando gli ingrandimenti diventano dapprima polverosi poi risolti in minuscole stelline, gli ammassi aperti a colori, la galassia di andromeda fa bella mostra da una parte all’altra dell’oculare, insomma si può fare di tutto ed osservare di tutto. Questo Sky 90 è luminosissimo e mi ha permesso di stimare una magnitudine limite intorno alla 12.5 e forse più, per intenderci la stella di 12mv esterna all’anello di m57 era ben visibile in visione diretta, fate voi!
Ogni oggetto prende la sua forma e la visione di svariati gradi di campo è estremamente appagante ed emozionante, a patto di osservare da un cielo molto scuro.
Vale il principio dei binocoli potendo scendere con gli ingrandimenti a 10x!
Questo Tak come tutti i cavalli di razza predilige oculari di qualità massima, non mi permetto di suggerire a nessuno quale utilizzare, è una cosa del tutto soggettiva, fatto sta che chi ha modo di spendere migliaia di euro per un tubo così non penso lo faccia lavorare con cineserie varie da pochi euro.
Posso dire che con i Nagler è un delirio, bravo, hai scoperto l’acqua calda…...direte voi.
Luna pianeti e stelle doppie:
La luna se il seeing è perfetto è tridimensionale, sembra venir fuori dall’oculare, l’immagine ricorda molto quella offerta dal fratello Fs 102 o dal Vixen fluorite 102, il limite è l’ingrandimento massimo utilizzabile con profitto e l’accentuarsi del bordo giallino all’aumentare della turbolenza atmosferica.
In ogni caso si può spingere fino a 300x senza scadimento importante d’immagine, le stelle doppie sono magnifiche, non belle quanto negli F8/9 ma quasi, dischi piccoli a contatto o spaziati da cielo nero, un anello di diffrazione e colori naturali fino a 180/200x, questo doppietto così veloce è sorprendente.
Saturno:
solita storia e tutte le sue cosine a posto, leggero colore al bordo ma uno snap test univoco,indiscutibile, il fuoco è uno solo! La cassini nerissima e sottile, il contrasto è impressionante come solo la fluorite è in grado di restituire, il pianeta è li, la differenza con un Fs 102 non è così marcata.
Giove:
Seeing permettendo restituisce colori e dettagli da apertura doppia, veramente sbalorditivo.
Se il seeing peggiora o non è buono il cromatismo diventa avvertibile e potrebbe far storcere il naso a qualche purista, per quanto mi riguarda non ho mai visto un doppietto e ripeto doppietto lavorare così a F 5
Fotografia:
Qui il piccolo Sky 90 non fa la voce grossa la fa grossissima!!!! È l’unico telescopio che abbia mai provato (fotograficamente) ad aver il campo corretto fino al bordo con stelle puntiformi, I CCD difficilmente stanno dietro alle stelle piccole che è capace di produrre,a parte quelli di ultima generazione, con le reflex digitali si possono tirar giù risultati sorprendenti, in pochissimi minuti ed “anche” pose singole si ottengono immagini che solo qualche anno fa erano impensabili,od ottenibili con ore di posa, e strumentazione professionale. Guardate queste immagini di M31 e M33, pure e semplici prove realizzate con 5 minuti di posa e canon 350d da un cielo buono ma non esuberante. Immaginate il potenziale che può esprimere……


NOTA scusate l'alta compressione e le piccole dimensioni delle due foto che rendono solo lontanamente l'idea delle originali, ciò è stato necessario per non ridurre troppo lo spazio web, chi volesse visionare le foto in alta risoluzione può richiedercele via email.
Importantissimo per ottenere tali risultati è l’accoppiata col suo riduttore correttore, caro ma indispensabile, senza, la curvatura di campo è impietosa e le stelle si allungano subito.
Il rapporto scende a F4,5 e più che con un telescopio sembra di lavorare con un teleobiettivo estremamente luminoso.
Una volta centrata l’ottica non ho riscontrato scollimazione durante i numerosi trasporti, i tensionamenti dell’obiettivo dovuti alla temperatura esterna sono ancora da verificare, seguirà un aggiornamento nell’utilizzo quest’inverno a temperature sotto zero.
Conclusioni
In definitiva cos’altro aggiungere? Se potete prendetelo al volo, la cifra spesa per possedere un oggetto così magnifico non è una pazzia, accessoriatelo col correttore F 4.5 (indispensabile in fotografia) ed avrete due telescopi in uno,il Q estender non è necessario, bastano ottime Barlow. Un obiettivo luminosissimo per catturare immagini da pubblicazione, un telescopio che può spaziare con profitto dall’alta risoluzione ai vastissimi campi stellari ed oggetti diffusi in tutto il loro splendore, non ultima la possibilità di portarlo ovunque vogliate in una valigetta non più grande e pesante di uno zaino.
Pro:
eccezionale sotto tutti i punti di vista
contro:
NULLA!
se necessario collimazione non agevole e difficoltosa.
Prezzo tubo ottico 2.100 euro
Culla 130 euro
Riduttore 390 euro,
cercatore 6x30 160 euro
borsa per trasporto ed altri accessori 100 euro.
Christian Cammoranesi
Un ringraziamento personale a Rigelcomputers e i Gianluchi per avermi fornito il giusto “passeggino” per un “bimbo” così esigente.