Telescopio Semiapo Vixen ED 114 SS

 a cura di Christian Cammoranesi

   

Vixen propone sul mercato una vastissima serie di rifrattori e riflettori di alta qualità, quello in esame il modello ED114SS è uno dei modelli di punta della casa nipponica.

Il telescopio nasce come astrografo a campo piano, un correttore spianatore posto in prossimità del focheggiatore (amovibile) permette riprese fotografiche di alta qualità e campo enorme.

Il telescopio si presenta molto bene, bello a vedersi, leggero e compattissimo!

Il doppietto ED da 114mm è montato su di una cella pre-collimata e non prevede (come nella maggior parte dei telescopi in commercio) viti di registrazione.

L’obiettivo è molto trasparente ed uniforme, con  un trattamento antiriflesso di colore verdino, tenue ma efficace.

La focale di 600 mm lo rende ideale per riprese fotografiche e meno incline all’osservazione visuale visto il rapporto focale assai spinto.

Il tubo come dicevo è compattissimo e molto trasportabile, prevede due anelli uniti ad una coda di rondine per la facile ed immediata compatibilità con ogni monatura.

In prossimità del focheggiatore è presente un incavo che permette il rapido inserimento e sgancio del cercatore.

Il meccanismo di messa a fuoco è il classico cinematismo pignone cremagliera, ben demoltiplicato, fluido e di generose dimensioni.

Personalmente avrei preferito delle manopoline di azionamento in alluminio in luogo delle classiche “plasticose”, ad ogni modo è sfruttabile con qualsiasi accessorio, visuale e fotografico che sia.

Il peso totale è contenuto nei 4kg ed il costo si aggira sui 3.000 euro per la sola OTA.

Prova su campo.

Seeing 7/10

Trasparenza scarsa

Luna ¾

Luogo osservaz. Roma

 

Star test: molto buono.

A 300x Capella mostrava un disco perfetto, con un po’ di cromatismo residuo peraltro prevedibile ma non fastidioso, in intra le cose un po’ meglio, in extra colori spuri più accesi ma ancora tollerabilissimi.

L’ottica è risultata perfettamente collimata.

 

Primo bersaglio la Luna, accessori accoppiati diagonale Max Bright Baader, oculari Radian, Nagler, e Powermate 2.5x, SWA 24,5mm

 

La prima impressione con l’SWA Meade è soddisfacente, la Luna è luminosissima e ben definita, mi risulta un po’ difficile trovare il punto di fuoco perfetto, vista la piccola dimensione del soggetto, forzando con gli ingrandimenti e spingendo fino a 375x con salti intermedi molto ben spaziati, appare un buon contrasto, non eccellente ed una buona correzione cromatica globale, il termine APO è sicuramente calzante visto il genere di strumento ed il fatto che di suo operi ad F5, il cromatismo c’è, inutile nascondersi, ma non inficia mai il buon risultato delle osservazioni, l’interno di Copernicus è molto articolato, ben visibili i picchi interni il terminatore molto netto, il bordo opposto si tinge di giallino, di violetto i picchi interni ma ripeto i miei termini di paragone sono ben altri.

 

Per confronto monto all’istante il mio insuperabile FL 70, prova dell’esistenza di Dio!!, bhe la musica cambio del tutto, il piccolo 70 è impareggiabile, la luna ha un colore neutro, sembra venga fuori dall’oculare, il contrasto è ai massimi, il colore è solo quello lunare.

Appannaggio assoluto FL 70, 114 lontano

 

Saturno.

Dal momento che è li, si comincia col piccolo 70, l’immagine è ferma, perfetta, c’è tutto sul globo e sugli anelli, non è percepibile cromatismo ed il contrasto è pazzesco.

114 SS, l’immagine è molto molto bella, si notano gli stessi dettagli ma con tanta luce in più, la Cassini c’è alle anse come davanti al pianeta, il colore non è più quello del fluorite ma ci si avvicina abbastanza, l’immagine è davvero bella fino a 250x, a 350x ancora guardabile, oltre si spappola e non si capisce più niente.

Appannaggio del FL70 nonostante il 114 recuperi terreno e si avvicini parecchio

 

Giove.

Chiudiamo le Danze con il gigante sornione,ancora non in perfetta forma ma assolutamente godibile, pianeta difficile con particolari elusivi e molto fumosi, il contrasto qui è indispensabile. A questo punto mi aspetterei una vittoria schiacciante del 70mm ed invece accade il contrario, inaspettatamente il 114 mi regala una delle visioni più belle che abbia mai compiuto di giove, seconda solo al TAKAHASHI, il pianeta è fittamente perturbato, al centro della NEB e SEB vi è un oval spot molto grande bianchissimo che il 70mm non mostrava, pennacchi e dettagli a profusione giungono all’oculare del 114 per inciso un radian 6mm con powermate 2.5x, il contrasto è ottimo, il cromatismo percettibile ma non influente, insomma un’immagine davvero meravigliosa.

Devo desumere che il Cool Down sia fondamentale per il 114, più passa il tempo più si comporta bene.

Il 70 mostra un pianeta senza aloni né colori spuri, bande perturbate e dettagli alla portata di un ottimo 100 ma non arriva al 114 in esame, davvero superiore!

 

Deep.

Alla portata del 114 ogni messier, ammassi globulari da risolti a parzialmente risolti cielo permettendo, grandi soddisfazioni con le planetarie e le diffuse.

Ricordo un’ immagine mozzafiato di m27 a 1.200 metri…..

Ammassi aperti un po’ deludenti, carini ma nulla più.

Galassie, deludenti qualsiasi sia lo strumento a parte con roba da mezzo metro o giù di lì!!

 

Fotografia:

nasce come astrografo ed è una bomba con CCD e reflex digitali, qui lo spianatore correttore và rimontato, pena un coma vistoso.

Altrettanto buoni risultati ottenibili con la pellicola, davvero un best buy della categoria ed offerto alla metà del prezzo dei concorrenti.

 

Non ho riscontrato problemi od insufficienze varie.

 

Concorrenti tele Vue NP 101, taka FSQ 106, DED 108, traveler 105mm, costano almeno tutti il doppio, non offrono il doppio in termini di rendimento finale fatta eccezione per il taka, numero uno indiscusso, ed hanno un diametro inferiore.

Christian Cammoranesi


 

Pagina delle prove.